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DOI 10.1716/3144.31266 Scarica il PDF (66,2 kb)
Gimpios 2018;8(4):173-175



Le 10 minacce alla salute globale nel 2019
The ten threats to global health in 2019



Organizzazione Mondiale della Sanità [OMS]

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha recentemente elaborato e presentato un documento che sinteticamente guarda alle principali minacce attuali per la salute della popolazione mondiale e del quale, per opportuna conoscenza, proponiamo qui una traduzione. Ben sei delle dieci minacce elencate riguardano, direttamente o indirettamente, patologie infettive, e non manca un capitolo dedicato alla resistenza antimicrobica, tema sul quale SIMPIOS è impegnata a dare il proprio contributo nel contesto delle iniziative multidisciplinari che attualmente trovano nel Piano Nazionale di Contrasto all'Antimicrobico-Resistenza (PNCAR) il documento italiano di riferimento. La lettura di questo sintetico documento sarà per noi tutti, soci SIMPIOS e simpatizzanti, l’occasione per prendere coscienza del contesto ampio nel quale ci muoviamo, come parte della grande famiglia umana e come operatori sanitari, in un orizzonte allargato, sia in termini di sanità pubblica, sia geograficamente, abbracciando tutto il pianeta.
Buona lettura!
Matteo Moro, Cesarina Curti.

Il mondo di oggi si trova ad affrontare molteplici sfide in campo sanitario. Esse vanno dalle epidemie di malattie infettive prevenibili con i vaccini, come il morbillo e la difterite, all’aumento di segnalazioni di patogeni antibiotico- resistenti, ai tassi crescenti di obesità e di inattività fisica, fino all’impatto sulla salute dell’inquinamento ambientale, ai cambiamenti climatici ed alle numerose crisi umanitarie.
Nell’ottica di affrontare queste e altre minacce, il 2019 vede l’avvio del nuovo piano strategico quinquennale dell’OMS, il XIII Programma Generale di Lavoro. Questo piano si focalizza su tre obiettivi contrassegnati dal numero “un miliardo”:
— assicurare ad un miliardo di persone in più il beneficio dell’accesso alla copertura sanitaria universale,
un miliardo di persone in più protette dalle emergenze sanitarie e
un miliardo di persone in più che godano di un migliore stato di salute e di maggiore benessere.
Per raggiungere gli obiettivi prescelti sarà necessario affrontare le minacce sanitarie globali da diverse angolazioni.
Di seguito sono riportate dieci delle molte problematiche che richiederanno particolare attenzione da parte dell’OMS e dei suoi partner sanitari nel corso del 2019.

1. Inquinamento dell’aria e cambiamento climatico
Nove persone su dieci respirano aria inquinata ogni giorno. Nel 2019, l’inquinamento dell’aria è considerato dall’OMS come il maggiore rischio ambientale per la salute. Inquinanti microscopici presenti nell’aria possono penetrare all’interno del sistema respiratorio e circolatorio, danneggiando vari organi quali polmoni, cuore e cervello, quindi uccidendo prematuramente sette milioni di persone ogni anno a causa di malattie come cancro, ictus, patologie cardiache e polmonari. Circa il 90% di queste morti avvengono in Paesi a basso e medio reddito, e gli elevati volumi di emissioni sono provenienti soprattutto da industrie, trasporti e agricoltura, oltre che da fornelli di cottura “sporchi” (cioè a tecnologia non pulita) e da carburanti usati nelle abitazioni.
La causa principale di inquinamento dell’aria, la combustione di carburanti fossili, contribuisce anche in maniera importante al cambiamento climatico, che a sua volta influenza in diversi modi la salute delle persone. Tra il 2030 e il 2050, ci si aspetta che il cambiamento climatico determini 250.000 morti in più ogni anno per cause quali malnutrizione, malaria, diarrea e colpi di calore (heat stress).
Nell’ottobre del 2018 l’OMS ha organizzato a Ginevra la prima “Conferenza mondiale su inquinamento dell’aria e salute”. I Paesi e le organizzazioni presenti si sono fatti carico di oltre 70 impegni per migliorare la qualità dell’aria. Quest’anno il “Summit sul clima” delle Nazioni Unite, che si svolgerà a settembre, punterà a rafforzare le azioni e le ambizioni riguardo al clima in tutto il mondo. Anche se tutti gli impegni presi dai Paesi nell’ambito dell’accordo di Parigi fossero raggiunti, nel corso di questo secolo il mondo sarà comunque destinato ad un aumento della temperatura superiore ai 3°C.

2. Patologie non trasmissibili
Le patologie non trasmissibili, come diabete, cancro e patologie cardiache, sono complessivamente responsabili di oltre il 70% delle morti in tutto il mondo, cioè circa 41 milioni di persone. Questo numero include 15 milioni di persone che muoiono prematuramente, ovvero fra i 30 e i 69 anni.
Più dell’85% di queste morti premature sono in Paesi a basso e medio reddito. L’aumento di queste patologie è legato a cinque importanti fattori di rischio: tabagismo, inattività fisica, abuso di alcol, dieta non sana e inquinamento dell’aria. Questi stessi fattori di rischio sono alla base di un aumento dei problemi di salute mentale, che possono rivelarsi precocemente: metà di tutte le malattie mentali inizia dall’età di 14 anni, ma in molti casi la patologia non viene scoperta né trattata; il suicidio è la seconda causa di morte tra i 15 e i 19 anni di età.
Tra le altre cose, l’OMS lavorerà a fianco dei governi per aiutarli a raggiungere l’obiettivo globale di riduzione dell’inattività fisica del 15% entro il 2030, attraverso azioni quale l’implementazione del pacchetto ACTIVE, uno strumento di politica sanitaria mirato al supporto dell’attività fisica quotidiana della popolazione.

3. Pandemia di influenza
È certo che il mondo affronterà un’altra pandemia di influenza, soltanto non sappiamo quando colpirà e con quale gravità. Le difese globali risultano efficaci quanto lo è l’anello più debole dei piani sanitari di emergenza in preparazione e risposta alla pandemia, predisposti in ogni Paese. L’OMS monitora costantemente la circolazione dei virus influenzali, allo scopo di rilevare i ceppi potenzialmente pandemici: 153 istituzioni in 114 Paesi sono coinvolte nel piano mondiale di sorveglianza e risposta.
Ogni anno l’OMS segnala i ceppi che dovrebbero essere inclusi nel vaccino antinfluenzale per garantire alla popolazione la protezione dall’influenza stagionale. Nell’eventualità in cui una nuova variante del virus influenzale sviluppasse un potenziale pandemico, l’OMS ha costruito una rete di collaborazione con i principali enti coinvolti, in maniera da assicurare un equo ed efficace accesso ai servizi diagnostici, ai vaccini ed ai trattamenti antivirali, specialmente nei Paesi in via di sviluppo.

4. Contesti di fragilità e vulnerabilità
Più di 1,6 miliardi di persone (ovvero il 22% della popolazione mondiale) vive in luoghi dove situazioni di crisi protratte nel tempo (per il combinarsi di eventi avversi quali siccità, carestie, conflitti e migrazioni di popolazioni) e la presenza di servizi sanitari deboli fa sì che la popolazione non abbia accesso alle cure sanitarie di base.
Contesti fragili esistono in quasi tutte le regioni del mondo, dove la metà degli obiettivi chiave di sviluppo sostenibile, inclusi salute infantile e materna, restano non raggiunti.
L’OMS continuerà a lavorare in questi Paesi per rafforzare i sistemi sanitari, in modo che siano meglio preparati a rilevare e a rispondere alle epidemie, oltre a poter offrire servizi sanitari di alta qualità, incluse le vaccinazioni.

5. Antimicrobico-resistenza
Lo sviluppo di antibiotici, antivirali e antimalarici rappresenta uno dei più grandi successi della medicina moderna. Ora il tempo di questi farmaci sta finendo. L’antimicrobico resistenza, ossia l’abilità dei batteri, parassiti, virus e funghi, di resistere a questi farmaci minaccia di  riportarci ai tempi in cui non eravamo in grado di trattare facilmente infezioni come polmonite, tubercolosi, gonorrea e salmonellosi (stiamo cioè entrando nella cosiddetta “era post-antibiotica”, NdT). L’incapacità di prevenire le infezioni potrebbe seriamente compromettere la buona riuscita degli interventi chirurgici e di procedure quali i trattamenti chemioterapici.
Lo sviluppo di resistenza ai farmaci per la tubercolosi è un ostacolo formidabile alla lotta contro una malattia che nel mondo colpisce ancora 10 milioni di persone e ne uccide 1,6 milioni ogni anno. Nel 2017 circa 600 mila casi di tubercolosi sono risultati essere resistenti alla rifampicina, il più efficace farmaco di prima linea, e l’82% di queste persone aveva una tubercolosi multi-farmaco resistente.
La resistenza farmacologica è legata ad un uso eccessivo degli antimicrobici, sia negli esseri umani, sia negli animali, specialmente quelli usati nella produzione alimentare, così come a livello ambientale. L’OMS sta elaborando con i settori coinvolti un piano di azione globale per contrastare l’antimicrobico-resistenza attraverso l’aumento della consapevolezza e della conoscenza, la riduzione delle infezioni e la promozione di un uso prudente degli antimicrobici.

6. Ebola e altri patogeni che rappresentano una seria minaccia
Nel corso del 2018 nella Repubblica Democratica del Congo si sono registrate due separate epidemie di Ebola, ed entrambe hanno coinvolto città con più di un milione di persone. Una delle province colpite è oltretutto una zona dove è in corso un conflitto attivo. Questo sta ad indicare che il contesto in cui insorge un’epidemia di patogeni a grave minaccia è critico: quanto si era verificato in passato nel corso di epidemie in ambito rurale non sempre è applicabile anche ad aree urbane densamente popolate o a regioni colpite da conflitti.
Lo scorso dicembre, in occasione della Conferenza sulla preparazione per le emergenze di salute pubblica, i partecipanti, che afferiscono a settori diversi (salute pubblica, salute animale, trasporti, turismo), si sono riuniti per discutere delle crescenti sfide per il contrasto delle epidemie e delle emergenze sanitarie in aree urbane. Essi hanno quindi sollecitato l’OMS ed i suoi partners a designare il 2019 come “l’anno dell’azione per la preparazione alle emergenze sanitarie”.
Il piano di ricerca e sviluppo dell’OMS ha la funzione di identificare le malattie e i patogeni che hanno il potenziale di causare emergenze di salute pubblica, ma per i quali mancano trattamenti efficaci e vaccini. Questa “lista” delle priorità di ricerca e sviluppo include Ebola, altre febbri emorragiche, Zika, Nipah, il coronavirus causa della sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e il virus della SARS. Questa lista include anche il patogeno responsabile della “malattia X”, ovvero il patogeno della malattia ancora sconosciuta che potrebbe causare una grave epidemia.

7. Fragilità dei sistemi di assistenza sanitaria di base (Primary Health Care)
L’assistenza sanitaria di base o cure primarie sono di solito il primo punto di contatto che le persone hanno con il sistema sanitario e idealmente dovrebbero garantire, per tutta la vita, una assistenza onnicomprensiva, sostenibile e basata sulla comunità.
Le cure primarie possono rispondere alla maggior parte dei bisogni di salute di una persona nel corso della sua vita. Sono necessari sistemi sanitari con un forte sistema di cure primarie per raggiungere una copertura sanitaria universale.
Ancora oggi molti Paesi non hanno adeguate strutture di cure primarie. Per i Paesi a basso e medio reddito questa mancanza è in parte dovuta ad una carenza di risorse, ma probabilmente anche all’aver dedicato, negli ultimi decenni, le risorse disponibili alla lotta contro patologie specifiche. Nell’ottobre del 2018, l’OMS ha co-ospitato una importante conferenza mondiale ad Astana, in Kazakistan, in occasione della quale tutti i Paesi partecipanti si sono impegnati a rinnovare l’impegno riguardo alle cure primarie già preso con la storica dichiarazione di Alma-Ata del 1978.
Nel 2019 l’OMS lavorerà insieme ai suoi partners allo scopo di rivitalizzare e rafforzare le cure primarie nei diversi Paesi e perseguire gli impegni specifici presi con la dichiarazione di Astana.

8. Esitazione vaccinale
L’esitazione vaccinale, ossia la riluttanza o il rifiuto a vaccinarsi nonostante la disponibilità di vaccini, minaccia di cancellare i progressi fatti per la lotta alle malattie prevenibili dai vaccini. La vaccinazione è uno dei mezzi con il miglior rapporto costo/efficacia per la prevenzione delle patologie; attualmente le campagne vaccinali portano a prevenire 2-3 milioni di morti ogni anno ed un ulteriore milione e mezzo di morti potrebbe essere evitato se la copertura vaccinale globale fosse migliorata.
Il morbillo, per esempio, ha visto un incremento del 30% dei casi a livello globale. Le ragioni di questo aumento sono complesse e non tutti i casi sono dovuti ad esitazione vaccinale. In ogni caso, alcuni Paesi che erano vicini ad eliminare determinate patologie hanno invece assistito ad una loro recrudescenza.
Le ragioni per le quali le persone scelgono di non vaccinarsi sono complesse; un gruppo di consulenza sui vaccini in seno all’OMS ha identificato quali fattori chiave della esitazione vaccinale la noncuranza, la difficoltà nell’accesso ai vaccini e la mancanza di fiducia. Gli operatori sanitari, specialmente quelli di comunità, rimangono i più fidati punti di riferimento per i pazienti  riguardo alle decisioni relative ai vaccini, e devono quindi essere supportati nel fornire informazioni affidabili e credibili alla popolazione.
Nel 2019 l’OMS, tra i diversi interventi, incrementerà gli sforzi per eliminare il cancro della cervice a livello globale attraverso un incremento della copertura del vaccino anti-HPV. Il 2019 potrebbe inoltre essere l’anno in cui la trasmissione del poliovirus selvaggio sarà bloccata in Afghanistan e Pakistan; lo scorso anno sono stati riportati meno di 30 casi in entrambi i Paesi. L’OMS, con i suoi partners, è impegnato nel vaccinare in questi Paesi anche l’ultimo bambino, in modo da eradicare in maniera definitiva questa malattia disabilitante.

9. Dengue
La dengue, patologia trasmessa dalle zanzare e caratterizzata da sintomi simil-influenzali, può essere letale nel 20% dei pazienti con forme gravi ed è stata una minaccia crescente per decenni.
Un elevato numero di casi si verifica durante le stagioni delle piogge in Paesi come il Bangladesh e l’India. Tali stagioni negli ultimi tempi si stanno allungando considerevolmente (nel 2018 il Bangladesh ha visto il più alto numero di morti degli ultimi vent’anni), ed inoltre la malattia si sta diffondendo in Paesi meno tropicali e più temperati, come il Nepal, tradizionalmente liberi da questa patologia.
Si stima che il 40% della popolazione mondiale sia a rischio di febbre dengue e si registrano circa 390 milioni di infezioni ogni anno. La strategia di controllo dell’OMS per questa patologia mira a ridurre le morti del 50% entro il 2020.

10. HIV
I progressi fatti contro l’HIV sono stati enormi in termini di numero di persone che si sottopongono al test, di trattamenti antiretrovirali (22 milioni di pazienti sono in terapia) e nel fornire accesso alle misure preventive come la profilassi pre-esposizione (PrEP), che consiste  nel fornire antiretrovirali alle persone a rischio di contrarre l’infezione da HIV per prevenire l’infezione.
Purtroppo l’epidemia continua a infuriare causando ogni anno circa un milione di morti per AIDS. Dall’inizio dell’epidemia, più di 70 milioni di persone hanno acquisito l’infezione e circa 35 milioni di persone sono morte. Oggi circa 37 milioni di persone convivono in tutto il mondo con l’infezione da HIV. Raggiungere persone a rischio quali i sex worker (“lavoratori del sesso”), i detenuti, gli individui maschi che hanno rapporti con persone dello stesso sesso e persone transessuali è una grande sfida. Spesso questi gruppi sono esclusi dai servizi sanitari. Un gruppo nel quale l’HIV è sempre più diffuso è quello delle giovani donne (15-24 anni), che sono a rischio particolarmente elevato e rappresentano un quarto delle infezioni nell’Africa sub-sahariana, pur costituendo solo il 10% della popolazione.
Quest’anno l’OMS collaborerà con i diversi Paesi al fine di supportare l’introduzione dell’auto-test, in modo che più persone affette da HIV conoscano il loro status e possano quindi ricevere trattamento (o comunque misure preventive in caso di risultato negativo del test). Un’attività importante sarà quella di applicare le nuove indicazioni annunciate nel dicembre 2018 dall’OMS e dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro, in modo da supportare le aziende e le organizzazioni nell’offrire l’auto-test per l’HIV nei luoghi di lavoro .


Il Pensiero Scientifico Editore
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