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DOI 10.1716/3415.33985 Scarica il PDF (23,6 kb)
Gimpios 2020;10(1):34



Il pensionato ed il COVID-19
The retiree and COVID-19

Bruno Balicco
Comitato Scientifico Simpios
E-mail: brunobalicco@alice.it


Nella canzone di Guccini il pensionato racconta sempre le solite cose fatte di ricordi e di una vita monotona. Per il sottoscritto invece l’arrivo di COVID-19 ha drammaticamente interrotto la monotonia di 11 mesi di pensione. Anestesista Rianimatore da 42 anni, il 30 aprile 2019 a 68 anni vado in pensione. Ma lui arriva e devasta tutto. Come fai a far finta di niente? Hai competenze e voglia di aiutare. Molti dei miei colleghi si sono ammalati e al Policlinico San Marco di Zingonia, invaso da SARS CoV 2, fanno fatica a fare i turni e così dal 10 marzo torno in servizio. Voglio strafare e sabato 14 marzo faccio una notte. Capisco di essere anziano e le 12 ore notturne sono durissime.
Ma mai avevo vissuto un’esperienza così devastante. Oltre ai 12 pazienti della Terapia Intensiva (TI) intubati e che devi pronare ad ore fisse, il vero disastro è fuori. In Pronto Soccorso (PS) arrivano 20 polmoniti bilaterali e nei reparti 120 pazienti COVID di cui 35 in pressione positiva continua delle via aeree (CPAP). Molti di loro, in distress respiratorio da giorni di CPAP, ti chiedevano aiuto. Avresti dovuto intubarne 7 o 8 ma dovevi scegliere chi intubare e tentare di trasferire. Sentita la centrale di Milano decido di intubarne uno, di portarlo in PS e mantenerlo ventilato lì in attesa di un posto in altro ospedale.
Poi il 18 marzo mi chiedono di andare a sostituire il primario di TI di Ponte san Pietro, ammalato di COVID. Esperienza importante e ricca di soddisfazioni, anche se affrontata con l’imbarazzo di chi deve andare a governare un reparto critico dove nessuno ti conosce. Anche lì 10 pazienti in TI (in origine 4 posti) e circa 180 COVID nei reparti. Alcuni degli intensivisti sono giovani ipertecnologici e ho anche la possibilità di imparare qualcosa. Loro si sentono rassicurati dall’avere chi prende le decisioni ed io sono felice di vivere un rapporto con medici ed infermieri che, passati i primi giorni, mi restituiscono stima ed affetto. Penso di essere stato fortunato. Non mi sono ammalato, ho aiutato, ho collaborato a salvare qualche vita e come sempre ho imparato qualcosa, perché da eterno studente so che “la materia è infinita e soprattutto so di non sapere niente”. Il 20 Aprile al ritorno del titolare torno a fare il pensionato, con alle spalle una esperienza in parte terribile, ma ricca di soddisfazione.  
Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 1122-407X